Tratto da “Crudele dolcissimo amore” di Chiara M.:
Chiara vive a Trento dove ha lavorato per diversi anni come infermiera professionale presso l’ospedale cittadino.
1977:
L’ambulanza sfreccia sull’autostrada mentre le luci dei lampioni come in una dissolvenza sostituiscono man mano l’incupirsi del corto giorno autunnale. Sdraiata sulla barella, sono scossa continuamente da una parte all’altra per l’alta velocità. Accanto a me c’é mia mamma con il volto preoccupato. Sto male e questo viaggio non contribuisce di certo ad alleviare le mie sofferenze.
Guardo sul vetro opaco del finestrino il riflesso della luce azzurra intermittente mentre ripenso a quel pomeriggio in dieci giorni prima…
Quasi terminato il turno di servizio nel mio reparto avevo dovuto farmi iniettare un farmaco per continuare la cura temporanea che fino allora non mi aveva creato problemi. Ma qualcosa andò storto. Il tempo di finire l’endovena e mi sento sconquassare da una valanga di effetti violenti e non comprensibili. Resto sempre cosciente ma vista la gravità immediata della situazione il medico decide di trattenermi in corsia ricoverandomi d’urgenza nel mio stesso reparto…
8 ottobre 1990:
Soli.
Ancora una volta
Inesorabilmente
io e Te.
Su quel muro Tu
Su quel letto bianco io.
Ma chi sei? Ma chi sono? (Chiara M.)
1 gennaio 1998:
Indossare il tuo dolore
annullare il mio
dare voce al buio
a questa lacerante solitudine.
Dammi la mano
entra nel mio cuore
e riposa.
La Luce dolcemente
asciugherà le tue lacrime
e finalmente
sarà PACE. (Chiara M.)
Alla fine dell’atroce sofferenza:
Libera
senza più catene
senza più confini.
Libera
di piangere
di ridere
di vivere
di volare.
Libera
di immergermi
in abissi di dolore senza fine
per poi risalire
vette incredibili
di amore. (Chiara M.)
Da una lettera a Chiara dello specialista che l’ha seguita dagli inizi della malattia:
Carissima Chiara,
(…) Non so se fede e volontà possano effettivamente modificare l’attività del sistema immunitario tanto da alterare l’evoluzione naturale di malattie come la XXX, posso comunque testimoniare che l’evoluzione della tua malattia é stata fortemente condizionata dal tuo modo di affrontarla.
Ogni parola diventa supreflua davanti a una simile testimonianza, vi consiglio la lettura, é un libro di una profondità infinita, incalcolabile, che non vi lascerà indifferenti….
Pubblicato da sterob 













