“..fermatevi per un attimo..e guardate nei vostri cuori..”

Dicembre 4, 2007

Messaggio a Mirjana – 2 Dicembre
La Madonna era molto triste, per tutto il tempo aveva le lacrime agli occhi.
“Cari figli, mentre guardo nei vostri cuori, il mio cuore si riempie di dolore e fremito. Figli miei, fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori. Mio Figlio, vostro Dio, è veramente al primo posto? Sono veramente le sue leggi la misura della vostra vita? Vi avverto di nuovo. Senza fede non c’è vicinanza di Dio, non c’è la Parola di Dio che è luce di salvezza e luce di buon senso”.
Mirjana ha aggiunto: “Io con dolore ho pregato la Madonna di non lasciarci, di non togliere le mani da noi. Alla mia richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se n’è andata. Questa volta non ha detto “Vi ringrazio”. Ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri”.

È la prima volta che posto un messaggio della Madonna, ma questa volta mi ha davvero lasciato senza parole….


Odore di pioggia…

Novembre 20, 2007

Marzo, un freddo vento soffiava contro una finestra di un ospedale di Dallas, in quel momento entrava un dottore nella camera di Diana Blessing, la quale, da poco aveva avuto un intervento chirurgico.Suo marito, David, le teneva stretta la mano, mentre attendevano notizie.
Il pomeriggio prima, il 10 Marzo, delle complicazioni l’avevano costretta ad un parto cesareo alla 24 settimana, che avrebbe dovuto far nascere la figlia della coppia.

I neo-genitori erano a conoscenza che la neonata pesava 708 g. e raggiungeva appena 30,5 cm di lunghezza, era nata prematura e nonostante tutto, le parole del dottore, li colpirono:
“Non credo che la bambina abbia molte probabilità di sopravvivere,” disse loro piu` delicatamente che poté

“Ci sono solo il 10 per cento delle probabilità che superi la notte, ed anche se ciò accadesse per qualche miracolo, le probabilità che abbia complicazioni future sono molto alte”
Paralizzati dalla paura i coniugi David e Diana ascoltavano le parole del dottore che descriveva loro tutti i problemi che avrebbe dovuto affrontare la neonata.
Potrebbe non essere mai in grado di camminare, parlare, di vedere, potrebbe essere ritardata mentalmente e molto altro ancora.
Diana con il marito David ed il loro figlioletto di 5 anni, speravano tanto che un giorno, Dana avrebbe allietato la loro famiglia.

Ed ora, nel giro di poche ore, vedevano tutti i loro sogni e desideri allontanarsi per sempre.

Ma i loro guai non erano finiti, il sistema nervoso della piccola non era ancora sviluppato.
Quindi qualunque carezza, bacio o abbraccio, erano per Dana pericolosi, i familiari sconsolati non potevano neanche trasmetterle il loro amore, dovevano evitare di avvicinarsi a lei.
Tutto quello che potevano fare era di pregare il Signore che si prendesse cura della loro piccola, che la cullasse e la facesse sentire amata.
Non credettero alla loro fortuna quando Dana cominciò a migliorare.
Passavano le settimane e la piccola continuava a prendere peso e diventare piu` forte.

Finalmente, quando Dana compì 2 mesi, i suoi genitori poterono abbracciarla per la prima volta.

Due mesi dopo, mentre i dottori li avvertivano che avrebbe potuto peggiorare in qualunque momento, Dana uscì dall’ospedale e finalmente andò a casa con la sua famiglia.

Cinque anni dopo Dana, era diventata una bambina serena che guardava verso il futuro con fiducia e con tanta voglia di vivere.
Non c’erano segni di deficienza fisica o mentale, era una bambina normale che viveva la sua vita.
Ma questa non e` ancora la fine della nostra storia.
Un caldo pomeriggio del 1996 Dana era seduta in braccio della mamma, erano in un parco non lontano da casa (Irving, Texas) dove suo fratello Dustin giocava a calcio con i suoi amici.

Come sempre chiacchierava felice con la sua mamma, quando all’improvviso si zittì. Si abbraccio` e chiese alla mamma “Lo senti? “

Diana sentendo nell’aria che si avvicinava la pioggia rispose “Si. Profuma come quando sta` per piovere.”
Dana chiuse gli occhi e ridomandò, “Lo senti?”
Ancora una volta la mamma gli rispose, “Mi sa che tra un po’ saremo tutte bagnate, sta per piovere.”
Dopo un po’, Dana, alzò la testa e accarezzandosi le braccia esclamò,
“No, profuma come LUI.

Profuma come quando Dio ti abbraccia forte.”

Diana cominciò a piangere calde lacrime, mentre la bambina raggiungeva le sue amiche per giocare con loro.

Le parole della figlia avevano confermato ciò che sapeva in cuor suo, da tanto tempo ormai.

Durante tutto il periodo in ospedale, mentre lottava per la sua vita, Dio si era preso cura della piccola abbracciandola cosi` spesso che il suo profumo era rimasto impresso nella memoria di Dana.
Adesso puoi scegliere.
Puoi mandare ad altri questa storia, e far in modo che altri si commuovano come te, oppure puoi cancellare tutto e fingere che non ti ha toccato neanche un po’.

E` UNA TUA SCELTA!

“Sono capace perche` LUI me ne dà la forza”

Quel mattino, quando Dio ha aperto la porta al cielo mi ha visto e mi ha chiesto: „ Figlia mia, qual`e` il piu` grande desiderio del tuo cuore?”

Gli ho risposto:

“Dio, abbi cura della persona che leggerà questa storia, di tutta la sua famiglia e tutti i suoi amici. Se lo meritano.”.

L’Amore di Dio e` grande come un` oceano, vedi dove inizia, ma non la fine.


Crudele dolcissimo amore…

Ottobre 4, 2007

Tratto da “Crudele dolcissimo amore” di Chiara M.:

Chiara vive a Trento dove ha lavorato per diversi anni come infermiera professionale presso l’ospedale cittadino.

1977:

L’ambulanza sfreccia sull’autostrada mentre le luci dei lampioni come in una dissolvenza sostituiscono man mano l’incupirsi del corto giorno autunnale. Sdraiata sulla barella, sono scossa continuamente da una parte all’altra per l’alta velocità. Accanto a me c’é mia mamma con il volto preoccupato. Sto male e questo viaggio non contribuisce di certo ad alleviare le mie sofferenze.
Guardo sul vetro opaco del finestrino il riflesso della luce azzurra intermittente mentre ripenso a quel pomeriggio in dieci giorni prima…
Quasi terminato il turno di servizio nel mio reparto avevo dovuto farmi iniettare un farmaco per continuare la cura temporanea che fino allora non mi aveva creato problemi. Ma qualcosa andò storto. Il tempo di finire l’endovena e mi sento sconquassare da una valanga di effetti violenti e non comprensibili. Resto sempre cosciente ma vista la gravità immediata della situazione il medico decide di trattenermi in corsia ricoverandomi d’urgenza nel mio stesso reparto…

8 ottobre 1990:

Soli.
Ancora una volta
Inesorabilmente
io e Te.
Su quel muro Tu
Su quel letto bianco io.
Ma chi sei? Ma chi sono? (Chiara M.)

1 gennaio 1998:

Indossare il tuo dolore
annullare il mio
dare voce al buio
a questa lacerante solitudine.
Dammi la mano
entra nel mio cuore
e riposa.
La Luce dolcemente
asciugherà le tue lacrime
e finalmente
sarà PACE. (Chiara M.)

Alla fine dell’atroce sofferenza:

Libera
senza più catene
senza più confini.
Libera
di piangere
di ridere
di vivere
di volare.
Libera
di immergermi
in abissi di dolore senza fine
per poi risalire
vette incredibili
di amore. (Chiara M.)

Da una lettera a Chiara dello specialista che l’ha seguita dagli inizi della malattia:

Carissima Chiara,
(…) Non so se fede e volontà possano effettivamente modificare l’attività del sistema immunitario tanto da alterare l’evoluzione naturale di malattie come la XXX, posso comunque testimoniare che l’evoluzione della tua malattia é stata fortemente condizionata dal tuo modo di affrontarla.

Ogni parola diventa supreflua davanti a una simile testimonianza, vi consiglio la lettura, é un libro di una profondità infinita, incalcolabile, che non vi lascerà indifferenti….


Diana e madre Teresa: un filo le univa

Settembre 27, 2007

Articolo scritto da Alessandra Borghese, tratto dal sito personale di Alessandra: http://www.alessandraborghese.it

ALESSANDRA BORGHESE

Diana e Teresa, il senso della vita

Che cosa hanno in comune la Beata Madre Teresa di Calcutta e la Principessa Diana? Bella domanda! Apparentemente nulla, anzi a prima vista contrapporre sacro e profano potrebbe sembrare uno scoop pubblicitario. Fatto sta che entrambe si sono ritrovate su un francobollo per commemorare il decimo anniversario della loro scomparsa. Un francobollo realizzato dall’amministrazione dell’Isola di Ascensione, un territorio del Regno Unito situato nel sud dell’Oceano Atlantico, che al tempo del conflitto delle Isole Falkland, divenne di vitale importanza. Indubbiamente una bella intuizione perché è andato a ruba tra i collezionisti ed è ormai introvabile.
Come è noto Madre Teresa moriva a Calcutta il 5 settembre del 1997 all’età di 87 anni stremata dalla fatica di una vita dedicata agli ultimi. Diana, principessa del Galles, rimase invece tragicamente uccisa in un mortale incidente d’auto pochi giorni prima, il 31 agosto, all’età di 36 anni.
Anche se per vie diversissime, queste due donne sono state tra le più celebrate figure del XX secolo. Certamente il tentativo dell’accostamento è stata una scelta ardita, anche se il vederle insieme non stupisce affatto, forse perché la gente ha voluto bene a Diana e capisce il valore di madre Teresa.
Ma cosa cercava Diana in Madre Teresa? Molti ancora oggi si chiedono come mai la giovane principessa Diana andò in India a lavorare da Madre Teresa? Alcuni arrivarono a criticare Madre Teresa per averla accolta. Madre Teresa rispose che non aveva accolto la principessa di Galles, ma una giovane che aveva bisogno di conforto e che nel lavoro della carità trovava forza per alimentarsi nella fede.
La fotografia scelta per il francobollo ritrae Madre Teresa e la Principessa Diana durante il loro primo incontro avvenuto a Roma nel febbraio del 1992. L’ultimo fu invece a New York in forma privata nel giugno del 1997, pochi mesi prima delle loro rispettive “dipartite in cielo”. Il foglio dei francobolli, ognuno del valore di 50p , include una fotografia di Diana sul bordo. E’ interessante notare che i francobolli sono stati stampati da BDT International Security Printing, una società con base a Dublino. Fu proprio in quella città che nel lontano 1928 una giovanissima suora prendeva il nome di Maria Teresa ed entrava nell’Istituto della Casa di Loreto.
Due donne con due storie diverse, due personalità universalmente conosciute che hanno avuto un grandissimo impatto nell’immaginario della gente. Madre Teresa apparentemente fragile di costituzione aveva una fortissima determinazione interiore. Diana esteriormente forte e decisa era invece debole, squilibrata e sofferente nella ricerca di amore. Incapace di sostenere il ruolo di principessa reale che le stava indubbiamente scomodo e stretto.
Certamente Diana era bella e giovane, mentre Madre Teresa vecchia, piegata dalla fatica e piena di rughe. Diana era sempre sotto i riflettori, ammirata e additata come icona dell’eleganza universale, mentre interiormente si consumava. Madre Teresa emanava serenità perché aveva trovato il senso della vita e rifuggeva gli onori e i riflettori.
In una società basata sull’edonismo, il consumismo e l’egoismo il messaggio di amore di Madre Teresa è andato nel profondo anche del cuore della principessa Diana, e ancora oggi corrisponde ad una precisa esigenza, soprattutto tra i giovani. Diana ha saputo però amare come madre, come ci hanno ricordato le dolcissime parole di suo figlio il principe Harry: “Nostra madre è stata la migliore madre che potevamo avere, sempre piena di amore e attenzione nei nostri confronti”.
Molto probabilmente tra queste due donne era nato un feeling privilegiato. L’amore che emanava la santa di Calcutta aveva attirato la principessa triste. Per questo nel cuore della gente sono in un certo qual modo unite.

MADRE TERESA

LADY D


Mia figlia é una bimba Down

Settembre 25, 2007

 A parlare é una mamma di una bimba Down:

La mamma di Sofia, bimba Down tratto da Avvenire

Garantiamo ai figli una vita felice? Se li accettiamo come sono

Ho letto con molto interesse l’editoriale di Marina Corradi pubblicato daAvvenire il 29 agosto sul caso delle gemelline abortite. Mi chiamo Teresa, ho 2 bambini: Luca, di 5 anni, e Sofia, di 1 anno. Durante un controllo ecografico alla dodicesima settimana della gestazione di Sofia, la dottoressa ci disse che c’erano problemi: la traslucenza nucale aveva dati alterati, il rischio era di un bambino Down, solo l’amniocentesi avrebbe potuto darci una risposta certa. Se avessimo deciso per un esame così invasivo, dopo che cosa avremmo deciso di fare? Un aborto? Di solito segue la parola terapeutico: ma terapeutico per chi? Ho sempre ritenuto la vita un dono da rispettare: embrione, feto o bambino. Io e mio marito abbiamo deciso di amare la nostra bambina comunque. Il 14 settembre 2006, alla trentesima settimana di gestazione, è nata Sofia, 890 grammi di vitalità e voglia di vivere. Sofia è affetta da trisomia 21. Non è facile, il dolore è tanto. Il confronto con i parenti e i conoscenti è stato devastante. Erano a disagio, qualcuno ha sostenuto che è da incosciente far nascere un bambino con problemi. Per fortuna tanti amici ci hanno aiutato e sostenuto. Durante i 70 giorni di ricovero di Sofia ho conosciuto una realtà fino ad allora sconosciuta: i reparti di neonatologia. In essi, le mamme accudiscono con amore infinito i loro bambini, medici e infermieri curano questi bambini come fossero loro. Non possiamo garantire ai nostri figli una vita sana, perché questo non è nella capacità dell’uomo. Felici? Forse, se impariamo ad amarli per quello che sono e non per come li vorremmo. Un grande abbraccio a tutte le mamme.


Dr.House e l’aborto

Settembre 24, 2007

“Ogni volta che l’avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”. (MATTEO 25,40)

38 SECONDI DI DR.HOUSE – Inediti e pubblicati su Youtube.
È il culmine di un intervento curativo su un bambino molto tempo prima che nasca.

“Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l’aborto è un crimine.” (MAHATMA GANDHI)

“Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni.”
(SAN PADRE PIO – risposta ad una domanda del Dott.Lotti)


ABORTO SI O ABORTO NO? : UN VIDEO SCOLVONGENTE

Settembre 22, 2007

Un video sconvolgente, un video che induce a riflettere cose é realmente un aborto.

Attenzione: la visione del video seguente é sconsigliata alle persone facilmente impressionabili. 

 

Qual é il tuo parere sul aborto? 


I SOGNI DI UN SEDICENNE: FINISCONO CONTRO UN MURO

Settembre 21, 2007

Era l’1.20 di un sabato di settembre, una notte di inizio autunno, una notte che ha visto un albero perdere le sue foglie, sebbene fosse ancora verde. È stata una notte piena d’amarezza, di rabbia, di domande sui perché. In quella notte un giovane sedicenne di nome Emanuele *********, é stato raccolto da un angelo e portato via, in cielo. Era in macchina con un amico, Ema, così tutti lo chiamavano, sedeva di fianco al guidatore, tornava da una festa con gli amici, ma purtroppo a casa non é mai più arrivato, il suo cuore ha smesso di battere a 300 metri da quel letto che lo aspettava. La macchina si é schiantata contro un muro, e Ema é volato via, e con lui si é spento il suo sorriso, la sua gioia di vivere e di scherzare.

Nel giorno del suo funerale, é stata letta la lettera scritta dal vescovo della sua diocesi, una lettera molto toccante che ho deciso di proporvi:

CARISSIMO EMANUELE di monsignor Pier Giacomo

Carissimo Emanuele, trovandomi in visita pastorale a *********, ho voluto venire a piangere e pregare sul luogo di quell’infame incidente e portare ai tuoi genitori il conforto del Vescovo nella desolazione della tua perdita. Io non ti conoscevo, ma la tua mamma mi ha detto che eri un ragazzo solare. Allora capisco ancora meglio quanto possa essersi fatta fredda ed oscura la loro giornata per l’eclisse del loro sole. Ma ti chiedo. Posso dire loro che tu non ti sei oscurato e non sei scomparso nel nulla. Sei entrato nella luce e nel calore del grande sole che é, per chi crede, il mistero del nostro Dio. Gesù ci assicura che Dio é amore e non lascia perdere nessuno dei suoi figli. Lui ti ha raccolto dopo quello schianto; Lui ha trapiantato il tuo fiore nel giardino del suo Paradiso. Tu devi dare ai tuoi cari questa certezza che al di là del vuoto che lasci c’é un’altra dimensione nella quale ti muovi e vivi, dando pienezza e senso alla tua giovinezza, che é divenuta eterna in Dio. Svolgi questo prezioso compito di dare ai tuoi cari la luce della fede, che non toglie il dolore e la sofferenza che spacca il cuore, ma impedisce che diventi disperazione. Tu eri la loro speranza, tu devi colmarli della nuova speranza che é in te. Ed anche ai tuoi amici, a questi giovani distrutti dall’imprevedibile, avverso destino, devi portare un duplice dono: – innanzitutto di speranza nella fede che illumina e dà senso anche alle oscurità più profonde;- ma anche di attenzione, di riguardo, rispetto, responsabiltà per la vita, che é bella, ma che é tanto fragile. Per far comprendere ai tuoi compagni quanto si debba essere attenti, prudenti, vigili proprio nella esuberanza spensierata degli anni giovanili.

Che serve guadagnare tutto il mondo, se si perde l’anima, se si butta via la vita? Emanuele, assicurati che esiste la vita eterna che questa vita non é destinata a finire nel nulla, che Dio resta Amore anche e soprattutto nel dolore, che la Chiesa della terra é aiuto ed anticipazione della Chiesa del Cielo. Assicurali che noi in cammino nella Valle delle lacrime e tu già nella contemplazione del volto luminoso di Dio, tutti siamo uniti, restiamo solidali, comminiamo insieme e presenti, benché nell’invisibile realtà del Mistero di Dio, che é mistero della Vita, il Mistero del dolore, il mistero dell’Amore, che nessuna sciagura potrà mai spegnere. Con affetto il tuo vescovo.


LA NUOVA VITA DELL’ATTRICE CLAUDIA KOLL

Settembre 20, 2007

Ho avuto la stupenda possibilità di conoscere personalemente Claudia Koll, e di assistere a un paio di sue testimonianze. Claudia é un attrice di successo, con un passato di film a carattere erotico , ma qualche hanno fa in un momento difficilissimo della sua vita, dove nessun uomo poteva aiutarla, ha scoperto la luce vera, ha scoperto che Dio esiste, e che l’amava. Si é sentita la protagonista della parabola del figliol prodigo: accolta dal padre a braccia aperte, senza essere giudicata. Da quel giorno ha cambiato la sua vita, ha cambiato i suoi ideali.

La conversione di Claudia da molto fastidio, ho letto molti blog che ironicamente la chiamano “suor Koll”, o che gli danno della falsa dicendo: “per lei i riflettori si erano spenti, con l’invenzione della conversione ha riacquistato visibilità”, ma se davvero fosse stato così sarebbe andata a qualche reality, dispersa su un isola, o a spalar letame in una fattoria. Lei non risponde alle provocazioni, non ci pensa nemmeno, continua per la sua strada sapendo che la via che sta percorrendo é quella della verità.
Forza Claudia!

Cliccando su questo link e iscrivendovi al sito di RadioMaria potrete ascoltare l’intervista a Claudia Koll, datata 31 agosto 07:

INTERVISTA A CLAUDIA KOLL (radioMaria)

Di seguito vi propongo un intervista a Claudia Koll di Mauro Harsch.


L’Amore vince tutto!

Una delle persone più straordinarie che ho conosciuto in questi ultimi anni è sicuramente Claudia Koll. Attrice di successo, affianca attualmente l’attività artistica ad un’intensa opera di volontariato a favore dell’infanzia e dei sofferenti.
Ho avuto modo di incontrarla in più occasioni, scoprendo in lei una sensibilità, una bontà d’animo e un amore per Dio e il prossimo decisamente fuori dal comune. Nell’intervista, con coinvolgente spontaneità, parla delle sue convinzioni morali e spirituali, di particolari esperienze di vita, svelando pure qualche segreto custodito nel suo cuore.

Recentemente si è molto parlato della tua conversione e del tuo impegno a favore dell’infanzia bisognosa. Cosa vuoi dirci in proposito?
Ho incontrato il Signore in un momento drammatico della mia vita, in cui nessun uomo avrebbe potuto aiutarmi; solo il Signore, che scruta negli abissi del cuore, poteva farlo. Ho gridato, e Lui mi ha risposto entrando nel mio cuore con una grande carezza d’amore; ha sanato alcune ferite e ha perdonato alcuni miei peccati; mi ha rinnovata e mi ha messa al servizio della Sua vigna. Mi sono sentita come il figlio della parabola del Figliol prodigo: accolto dal padre, senza essere giudicato. Ho scoperto un Dio che è Amore e grande Misericordia.
In un primo tempo ho cercato Gesù nei sofferenti, nel volontariato, negli ospedali, nei malati di AIDS e successivamente, in seguito ad un invito del VIS (organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i missionari salesiani nel mondo), mi sono confrontata con grandi ingiustizie come la fame e la povertà. In Africa ho visto il volto di Gesù Bambino che ha scelto di essere povero fra i poveri: vedevo correre tanti bambini sorridenti, vestiti di stracci, e abbracciandoli e baciandoli pensavo a Gesù Bambino, vedevo in loro tanti Gesù Bambini.

Ricordi qualche esperienza di fede vissuta durante la tua prima giovinezza?
Nella prima infanzia sono cresciuta con una nonna non vedente, che però vedeva con gli occhi della fede. Era molto devota alla Madonna di Pompei e al Sacro Cuore di Gesù; grazie a lei ho respirato una particolare “presenza” di fede. In seguito il Signore ha permesso che mi smarrissi… Oggi però comprendo che Dio permette lo smarrimento, e il male, perché da esso può nascere un grande bene. Ogni “figliol prodigo” diventa testimone dell’Amore e della grande Misericordia di Dio.

Dopo la conversione cos’è cambiato concretamente nelle tue scelte di vita, nel quotidiano?
La conversione è qualcosa di profondo e continuo: è aprire il cuore e cambiare, è vivere concretamente il Vangelo, è opera di rigenerazione basata su tante piccole morti e rinascite quotidiane. Nella mia vita cerco di ringraziare Dio con tanti piccoli gesti d’amore: occupandomi dei bambini, dei poveri, superando i miei egoismi… È vero che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. A volte, dimenticando noi stessi, si aprono nuovi orizzonti.

L’estate scorsa sei stata a Medjugorje. Che impressioni ne hai riportato?
È stata un’esperienza forte che mi sta trasformando e donando nuovi incentivi, tuttora in fase evolutiva. La Madonna ha svolto un ruolo importante nella mia conversione; è stata davvero una mamma, e io mi sento Sua figlia. In ogni appuntamento importante La sento vicina, e quando ho bisogno di riappacificarmi è sempre il Rosario la preghiera che riporta la pace nel mio cuore.

Tu sei testimone della fede cattolica vissuta nella pienezza e nella gioia. Che cosa vorresti dire ai giovani lontani dalla fede e a coloro che hanno abbandonato il cristianesimo e la Chiesa per abbracciare magari altre religioni o altre filosofie di vita?
Vorrei dire loro che l’uomo ha bisogno del Trascendente, della presenza di Gesù Risorto che è la nostra speranza. Rispetto ad altre religioni noi abbiamo un Dio che ha anche un volto; un Dio che ha sacrificato la vita per noi e che ci insegna a vivere in pienezza e a conoscerci. Fare esperienza di Dio significa anche entrare nel profondo del nostro cuore, conoscerci, e crescere quindi in umanità: questo è il grande mistero di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Oggi, amando Gesù non posso non amare l’uomo, ho bisogno dell’uomo. Essere cristiani significa amare il fratello e ricevere il suo amore, significa sentire la presenza del Signore attraverso i nostri fratelli. L’amore per Gesù ci fa vedere il prossimo con occhi diversi.

Qual è secondo te il motivo per cui molti giovani abbandonano la Chiesa?
La nostra società non ci sostiene in un cammino spirituale, è una società molto materialista. L’anelito dell’anima tende verso l’alto, ma poi in realtà il mondo ci parla di tutt’altro e non ci sostiene in una ricerca autentica di Dio. Anche la Chiesa ha le sue difficoltà. Non dobbiamo in ogni caso dimenticare che Essa è il Corpo mistico di Cristo e va quindi appoggiata, dobbiamo rimanere nella Chiesa. Non bisogna identificare la persona con Dio: a volte le colpe di una persona diventano motivo per cui non si crede o si smette di credere… Questo è sbagliato e ingiusto.

Cos’è per te la felicità?
La gioia! La gioia di sapere che Gesù esiste. E la gioia nasce dal sentirsi amati da Dio e dagli uomini, e nel contraccambiare questo amore.

I valori più importanti nella tua vita.
L’amore, l’amore, l’amore…

Cosa ti ha spinta a voler diventare attrice?
Subito dopo la mia nascita, mia mamma ed io abbiamo rischiato di morire e, come accennato prima, sono stata affidata a mia nonna, non vedente. Più tardi, quando lei stava dinnanzi al televisore e ascoltava gli sceneggiati, io le raccontavo cosa vedevo. L’esperienza di raccontarle quello che accadeva, e vedere il suo volto illuminato, ha generato in me la voglia di comunicare con le persone e di regalare emozioni. Penso che sia da ricercare in questo vissuto il seme della mia vocazione artistica.

Un’esperienza particolarmente viva fra i tuoi ricordi…
Sicuramente l’esperienza più grande è stata quella d’avvertire nel mio cuore il grande amore di Dio, che ha cancellato tante mie ferite.
Nel volontariato, ricordo l’incontro con un malato di AIDS che aveva perduto la facoltà della parola e non riusciva più a camminare. Ho trascorso un pomeriggio intero con lui; aveva la febbre alta e tremava dalla paura. Gli ho tenuto la mano per tutto il pomeriggio; ho condiviso con lui le sue sofferenze; vedevo in lui il volto di Cristo… Non scorderò mai quei momenti.

Progetti futuri. Nel volontariato e nella vita artistica.
Ho in programma un viaggio in Angola, per il VIS. Continuo inoltre la collaborazione con un’associazione che si occupa di donne immigrate in Italia in condizioni di difficoltà. Mi sento chiamata ad aiutare chi è più debole: il povero, il sofferente, lo straniero. In questi anni di volontariato con gli immigrati, ho vissuto molte storie di grande poesia. Vedendo situazioni di povertà anche dentro le nostre città, ho scoperto persone con grandi ferite morali, culturalmente non pronte a trovarsi in difficoltà; persone che hanno bisogno di ritrovare la propria dignità, il senso più profondo della propria esistenza. Attraverso il cinema mi piacerebbe raccontare alcune di queste realtà molto toccanti.
In dicembre, in Tunisia, inizieranno anche le riprese di un nuovo film per la RAI, sulla vita di San Pietro.

Come vedi oggi il mondo della televisione e del cinema?
Ci sono degli elementi positivi e ho molta speranza nel futuro. Credo che siano tempi maturi perché nasca qualcosa di diverso. Sogno un’arte che porti luce, speranza e gioia.

Qual è, secondo te, la missione di un artista?
Sicuramente quella di essere un po’ profeta, di illuminare il cuore degli uomini. Oggi, il male enfatizzato dai mass-media ferisce la nostra anima e la nostra speranza. L’uomo ha bisogno di conoscersi anche nelle proprie miserie, ma deve confidare nella Misericordia di Dio, che apre alla speranza. Bisogna guardare al bene che nasce anche laddove c’è il male: il male non può essere negato, ma va trasfigurato.

Nella sua Lettera agli Artisti, il Papa invita gli artisti a “cercare nuove epifanie della bellezza per farne dono al mondo”. Il nostro nuovo movimento “Ars Dei” è nato anche con l’obiettivo di riscoprire nell’arte un canale privilegiato di trasmissione di messaggi e valori che contribuiscano a richiamare alla mente e al cuore dell’uomo la sacralità della vita, il Trascendente, l’universalità di Cristo. Un movimento quindi in netta controtendenza con l’arte contemporanea. Un tuo commento in proposito.
Penso che la bellezza sia importante. Un bel tramonto ci parla di Dio e ci apre il cuore; un bel brano musicale ci fa sentire migliori. Nella bellezza incontriamo Dio. Dio è bellezza, è amore, è armonia, è pace. Mai come in questo periodo l’uomo ha bisogno di questi valori. Secondo me l’arte contemporanea è un po’ in ritardo rispetto a quello che l’anima dell’uomo cerca, ma penso che il nuovo millennio aprirà nuovi orizzonti. Credo che l’Ars Dei sia davvero un movimento nuovo e spero che possa fiorire come dice il Papa.

Per concludere, un messaggio, una citazione per i nostri lettori.
“Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Figlio suo Unigenito, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna”. (Gv 3-16)
L’Amore vince tutto!