“Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita cerco anch’io di dare un piccolo contributo al dibattito sull’eutanasia.
Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere.”
“Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato.”
“Amo e desidero realmente la mia vita.”
“Forse uno sguardo vale più di mille suoni, mille sillabe.
La mia grande forza il mio immenso coraggio, con l’amore dei miei cari, sono la melodia di una musica senza Fine.
Mi sento molto strano, vivere in queste condizioni ma ho appena 41 anni, voglio vivere, voglio guardare avanti, voglio rivedere il sorriso sul viso di mia madre, voglio vedere i miei 4 figli crescere.
Voglio dimostrare al mondo intero il vero significato del valore alla vita”
Salvatore Crisafulli, un uomo che ha detto no all’eutanasia, che ha detto si alla vita, seppure piena di sofferenza. Salvatore Crisafulli, un uomo costretto a vivere la sua vita su una carrozzella, a scrivere sul computer con gli occhi, ma che non dice basta, perché ogni giorno per lui é un dono, una gioia vissuta nella sofferenza.
La Tv polacca gli ha dedicato un video, che contiene immagini toccanti. Vi propongo la visione:
Tratto da “Crudele dolcissimo amore” di Chiara M.:
Chiara vive a Trento dove ha lavorato per diversi anni come infermiera professionale presso l’ospedale cittadino.
1977:
L’ambulanza sfreccia sull’autostrada mentre le luci dei lampioni come in una dissolvenza sostituiscono man mano l’incupirsi del corto giorno autunnale. Sdraiata sulla barella, sono scossa continuamente da una parte all’altra per l’alta velocità. Accanto a me c’é mia mamma con il volto preoccupato. Sto male e questo viaggio non contribuisce di certo ad alleviare le mie sofferenze. Guardo sul vetro opaco del finestrino il riflesso della luce azzurra intermittente mentre ripenso a quel pomeriggio in dieci giorni prima… Quasi terminato il turno di servizio nel mio reparto avevo dovuto farmi iniettare un farmaco per continuare la cura temporanea che fino allora non mi aveva creato problemi. Ma qualcosa andò storto. Il tempo di finire l’endovena e mi sento sconquassare da una valanga di effetti violenti e non comprensibili. Resto sempre cosciente ma vista la gravità immediata della situazione il medico decide di trattenermi in corsia ricoverandomi d’urgenza nel mio stesso reparto…
8 ottobre 1990:
Soli. Ancora una volta Inesorabilmente io e Te. Su quel muro Tu Su quel letto bianco io. Ma chi sei? Ma chi sono? (Chiara M.)
1 gennaio 1998:
Indossare il tuo dolore annullare il mio dare voce al buio a questa lacerante solitudine. Dammi la mano entra nel mio cuore e riposa. La Luce dolcemente asciugherà le tue lacrime e finalmente sarà PACE. (Chiara M.)
Alla fine dell’atroce sofferenza:
Libera senza più catene senza più confini. Libera di piangere di ridere di vivere di volare. Libera di immergermi in abissi di dolore senza fine per poi risalire vette incredibili di amore. (Chiara M.)
Da una lettera a Chiara dello specialista che l’ha seguita dagli inizi della malattia:
Carissima Chiara, (…) Non so se fede e volontà possano effettivamente modificare l’attività del sistema immunitario tanto da alterare l’evoluzione naturale di malattie come la XXX, posso comunque testimoniare che l’evoluzione della tua malattia é stata fortemente condizionata dal tuo modo di affrontarla.
Ogni parola diventa supreflua davanti a una simile testimonianza, vi consiglio la lettura, é un libro di una profondità infinita, incalcolabile, che non vi lascerà indifferenti….
Due sole parole, non servono commenti semplicemente leggete il post scritto da quest uomo, Salvatore Crisafulli, la sua storia, il coma, il dire no all’eutanasia, l’amare la vita!
Ecco cosa significa morte dignitosa per Exit, associazione italiana per il diritto a una morte dignitosa.
C’é una frase nel video che particolarmente mi colpisce: “morire tra atroci sofferenze é perdere la tua dignità” , ma la vera mancanza di dignità é dire basta davanti agli ostacoli, alle sofferenze. La vita é una montagna da scalare, ogni giorno ha le sue fatiche, ha il suo brutto e il suo bello, ma che dignità si ha a dire basta davanti a 2 giorni di buio?
Lo torno a ribadire, la vita é un dono, noi non abbiamo fatto nulla per venire al mondo, non abbiamo potuto decidere se nascere ricchi o poveri, al nord o al sud, siamo stati spediti sulla terra come pacchi, e ogni pacco ha la sua missione: AMARE E VIVERE LA VITA FINO IN FONDO; SEMPRE E IN OGNI CASO, DAVANTI ALLE DIFFICOLTÀ E ALLE GIOIE!
Stavo cercando informazioni per un post che pubblicherò nei prossimi giorni (Exit società svizzera che pratica il suicidio assisitito) quando per caso sono finito su questo sito: http://www.exit-italia.it/ (fatto a mio parere malissimo) e ho trovato quanto segue:
“EXIT ITALIA
Associazione Italiana per il diritto ad una Morte Dignitosa”
Mi chiedo, come si fa a chiamare morte dignitosa il suicidio? La vera morte dignitosa é combattere fino in fondo, fino all’ultimo respiro, non arrendersi davanti alle malattie. Suicidarsi significa essere deboli, incapaci di affrontare la vita nelle prove più difficili, suicidarsi significa non amarsi, non amare la vita, quel bellissimo dono che ci é stato donato e proprio perché ci é stato donato dobbiamo amarlo fino in fondo, ringraziare ogni giorno.
Suicidarsi, dire basta non é una morte dignitosa, semmai é mancanza di DIGNITÀ!
Voglio portare la testimonianza di una persona che conosco personalemente. Questa persona é anziana, ha 86 anni, é malata di cancro al pancreas con metastasi in tutto il corpo. È in fase terminale, é consapevole che la fiamma della sua vita fra poco si spegnerà, ma lui continua a lottare ogni giorno, perché ogni giorno anche se vissuto nella sofferenza é una gioia, ogni giorno é un dono. Questa persona ha fede e seppur nella malattia, si reputa un uomo fortunatissimo, perché ha la possibilità di prepararsi nel migliore dei modi all’incontro per eccellenza, l’incontro dell’eternità.
Al momento state guardando gli archivi per la categoria eutanasia.
..QUELLO CHE SCEGLIAMO OGGI È IL FRUTTO DI QUELLO CHE ABBIAMO SCELTO IERI ED È IL SEME DI QUELLO CHE SCEGLIEREMO DOMANI…
..e il gabbiano jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo. Volò oltre le Scogliere Remote,ben oltre. il suo maggior dolore non era la solitudine,era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere…-Richard Bach-
Sii...Spirito libero... "Ti criticheranno sempre,parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi,fai quello che ti dice il cuore... la vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della tua vita... Prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi. -Charlie Chaplin-
Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere. -Padre Pio-
Tanto ragionamento e poca osservazione...portano all'errore..
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lui vive in te, si muove in te
con mani cucciole
è in te
respira in te
gioca e non sa
che tu vuoi buttarlo via
Lui vive in te
Lui ride in te
o sta provandoci
è in te, si scalda in te
dorme o chissa,
lui sta gia ascoltandoci
Lui è in te si culla in te
con i tuoi battiti
è in te
lui nuota in te
gioca o chissa...
è lui il figlio
che non vuoi