Credetemi, un figlio down non è una tragedia

C’é ancora chi nel mondo d’oggi ha voglia di fare sacrifici, di buttare all’aria il proprio egoismo. Oggi sull'<Avvenire> é apparsa un lettera toccante, di un padre di famiglia, papà di due figlie di cui una affetta da sindrome di Down, un padre coraggioso che ha deciso con la moglie di non abortire, anche se le ansie erano tante, un padre che parla in difesa dei bambini down che per volontà dei genitori non riescono a nascere. Vi voglio propongo la lettera scritta al direttore di Avvenire da Francesco Giovannelli:

Caro Direttore,
sono il papà di due bambine, di cui una di due anni, con sindrome di Down. Non voglio esprimere giudizi sulle persone coinvolte nelle vicende di questi giorni (la coppia di Milano, il figlio nascosto di Arthur Miller), tuttavia mi sento di dire qualcosa in difesa di quei bambini down che per volontà dei genitori non riescono a nascere. In particolare mi rivolgo alle coppie che hanno saputo o sapranno che il figlio che nascerà sarà affetto da questa sindrome. A loro dico: se motivi religiosi o etici non sono sufficienti per decidere di far nascere il bambino o la bambina, almeno, prima di decidere, contattate qualche famiglia che ha tra i figli una persona down, incontrateli. Sicuramente molte angosce si attenueranno, e non apparirà più così impossibile far nascere e crescere un piccolo con questo “problema”. Dico ancora: non vi sottovalutate, sicuramente troverete in voi e attorno a voi le risorse umane necessarie per affrontare questa avventura dalla quale voi stessi sarete trasformati e in meglio. Non voglio negare, semplicisticamente, le difficoltà che vi troverete ad affrontare, ma vi posso assicurare che sarete ripagati da una grande gioia, dalla soddisfazione di ogni piccola conquista che il piccolo (e voi con lui) raggiungerà, dalla simpatia che questi bambini sanno suscitare attorno a loro. Aggiungo poi l’invito a informarsi su tutte le possibilità che la normativa offre a sostegno delle famiglie con un disabile: certo quanto è in atto non è ancora sufficiente, ma qualcosa esiste (legge 104, indennità di accompagno, agevolazioni fiscali, ecc). Sulla base della mia esperienza (seppure ancora ai primi passi) posso assicurarvi che la nascita di un bambino/a down non è una tragedia, ma, semmai, l’occasione per tirare fuori il meglio di voi stessi ed allargare i confini, a volte troppo stretti, della nostra società. Pur sapendo che la questione non è solamente di tipo legislativo, quanto piuttosto di mentalità e di valori, secondo me bisogna porsi la domanda di come coniugare l’autodeterminazione della donna e della coppia a (non) essere genitori, con la determinazione di questi bambini – fortissima ve l’assicuro – a voler vivere.

Annunci

One Response to Credetemi, un figlio down non è una tragedia

  1. debora ha detto:

    Ho conosciuto un amico che ha un figlio down, non gli chiedo molto per paura di ferire o di essere inopportuna, allora cerco di documentarmi su internet, la mia domanda è , come vive un bambino del genere il fatto che i propri genitori non si amano e non vanno daccordo? e se per esempio la madre fosse un alcolista?Per un bambino normale, sarebbe terribile, un down capisce a pieno tutte questa cose? Quanti anni riesce a vivere un down ? vive come un bambino normale o è più soggetto a malattie?
    Ringrazio anticipatamente er le risposte che riceverò.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: