Ferrara: sconfitto?

Ferrara

Alle elezioni 2008 la lista antiabortista di Giuliano Ferrara non è stata clamorosamente sconfitta «dagli italiani», quasi si fosse trattato di una riedizione del referendum sulla 194.

Semplicemente, i cattolici hanno ritenuto che, dato il vigente sistema elettorale, fosse più utile «non disperdere il voto». Dunque, sono i cattolici che, dopo averlo preventivamente avvisato in tutti i modi, hanno penalizzato Ferrara e la sua lista. Il ragionamento che sta dietro alla manovra di cui sopra è ineccepibile, certo.

Ma, mi chiedo: e se adesso Berlusconi facesse ministro della salute, per esempio, la Prestigiacomo, le cui posizioni sull’aborto sono ben note? Beh, staremo a vedere. Ma qualcosa mi dice che, pur tra mille tergiversazioni, gerarchie di priorità, trattative, rimandi a tempi migliori, sopravvenienze impreviste, negoziazioni e impuntature,  l’aborto legale in Italia ce lo terremo.

Così com’è. E Ferrara si terrà, unico, le aggressioni subite in campagna elettorale. «Se hanno odiato me, odieranno anche voi», dice il Vangelo. Benvenuto nel club.

tratto da antidoti di Cammilleri.

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4 Responses to Ferrara: sconfitto?

  1. Roberto ha detto:

    E’ certamente probabile che ci terremo la 194. E’ altrettanto probabile che se avesse vinto il PD e la sinistra massimalista non fosse spirata, la 194 si sarebbe potuta peggiorare.
    Io personalmente confido in personaggi del calibro del senatore Alfredo Mantovano che in tempi non sospetti non escluse di poter mettere mano alla 194 in senso restrittivo.
    L’abolizione, certamente giusta, non farebbe altro che scatenare la violenza di chi ora non si sente più nemmeno rappresentato in Parlamento.
    Tempo al tempo. Qualcosa di buono si potrà fare certamente.
    Da parte mia auspicherei che tutti noi antiabortisti, atei piuttosto che cattolici, ci dessimo una svegliata ed organizzassimo uno tsunami umano che al confronto il family day sembrasse una riunione di condominio.
    Nel frattempo suggerisco di pregare per ogni bambino che ogni giorno non gode del diritto di esistere.

  2. sterob ha detto:

    Caro Roberto, concordo pienamente con ciò che dici.

  3. Ariel ha detto:

    Io dico che anche con Ferrara l’aborto legale in Italia l’avremmo tenuto lo stesso…e la 194 non spostata di una virgola.
    Un saluto Sterob 😉

  4. donnaemadre ha detto:

    Caro Sterob, non riesco a essere d’accordo con quanto scrivete, non completamente almeno. L’alternativa alla 194 non può essere l’aborto clandestino, e se secondo me la vita esiste fin dal concepimento, se mi trovi perfettamente d’accordo sul fatto che l’aborto sia un infanticidio, se sono anche d’accordo che lo Stato non può legalizzare un crimine, non credo assolutamente che l’abolizione della 194 sia la panacea di tutti i mali. Probabilmente tutt’altro.
    Hai presente chi è che abortisce? Hai presente perché? Io vorrei tanto stare in un consultorio, e sentire le motivazioni di ogni singola donna: superficialità, ignoranza, paura, arretratezza culturale, egoismo… le esaminerei tutte queste motivazioni, e su queste agirei.
    Solo oggi ho visto il tuo “video sconvolgente” dell 22/09/2007, e ho messo subito il link nel mio blog, nei commenti del post che tu hai voluto riportare anche qui. Lo farei vedere nelle scuole, affinché i ragazzi sappiano da subito cosa significa abortire. E darei alle madri la possibilità di tenersi questi bambini.
    Già lo Stato ha fatto molto, consentendo alle donne di partorire in totale anonimato e lassciare il bambino in ospedale, ma una donna che arriva al nono mese di gravidanza e non riporta il bimbo a casa, qualche spiegazone al mondo la deve dare, può partorire in anonimato, ma non portare avanti la gravidanza nelle stesse condizioni di riservatezza. E poi, sapere che tuo figlio è in giro per il mondo… Meglio dunque morto, trucidato nel modo che abbiamo visto nel video? Certo che no, ma se abolire l’aborto legale significa ripristinare quello clandestino, i morti invece di uno saranno due, e non penso sia quello che vogliamo: credo che tutti noi vogliamo salvare il bambino, non condannare la madre a una morte altrettanto atroce.
    Ho letto oggi sul blog di un amico di una mamma di un bambino di tre anni che non può lavorare perché non ha chi le tiene il bambino, non può mandarlo a scuola perché, non lavorando, non ha priorità nella lista d’attesa: praticamente, un cane che si morde la coda.
    Sapessi anche per me quello che è stato! E ho visto una signora, poverissima, con una figlia che presentava una marea di intolleranze alimentari, quello che ha penato per poterle dare da mangiare, tutto da comprare in farmacia a caro prezzo!
    Certo, ce l’ho fatta io, ce l’ha fatta lei, ce se la può fare. Ma quello che, secondo me, dovrebbe fare lo Stato, è lavorare su campagne di sensibilizzazione e su infrastrutture.
    Sennò facciamo le classiche “pance piene che non capiscono quelle vuote”, ed è facile sputare sentenze dal comodo divano di case nostre.

    E quindi: no all’aborto, ma a maggior ragione no a due omicidi al posto di uno. Invece di lavorare sulla legge (che comunque, a quanto ne so, prevede delle misure di prevenzione mai adottate), lavoriamo sulle infrastrutture, sul fornire alle madri in difficoltà delle alternative vere.

    *** No all’aborto, ma no anche all’ “armiamoci e partite” ***

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