Ancora un aborto.

Tratto dal blog di Donnamadre, dove Lin4matore viene graditamente citato.

Era un po’ che non andavo sul blog di Sterob (Lin4matore) , ma ieri ci sono ricascata.

Era un po’ perché sono stanca, stanca di parlare di aborto e stanca di sentirne.

Sono stanca, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Perché darsi alibi è la cosa più facile del mondo.

Sono stanca perché è talmente palese cos’è l’aborto e cosa c’è dietro che parlarne ancora è un mero esercizio di oratoria fine a se stesso.

“Perbenista ipocrita”, “Moralista ipocrita”, “Schiavo della Chiesa”. Pare che persone con dei principi reali, in cui credono, e che testimoniano col proprio comportamento, anche quando questo ha un costo, non possano esistere.

Non si può essere perbene, solo perbenisti (ipocriti).

Non si può essere morali, ma solo moralisti (ipocriti).

Se facciamo passare il principio che la madre ha diritto di decidere per il proprio figlio, perché abbiamo processato la Franzoni? Il bambino rompeva i coglioni, in quel momento lei aveva mal di testa e non gli poteva dare retta (poi tanto, con calma, ne ha fatto un altro).

Gente che vive coi sensi di colpa, che dice di avere in seguito all’aborto problemi con uomini, cibo, avere incubi, assumere psicofarmaci “ma lo rifarebbe perché è giusto“; certo che è giusto, perfettamente in linea con tutte le altre tendenze autolesionistiche e distruttive: se una uccide se stessa, perché non dovrebbe pure uccidere un figlio, che è una parte di sé? E’ come se uno si suicidasse tentando di salvare un braccio, o il naso: non ha senso, se uno si suicida è giusto che il corpo muoia tutto insieme.

“Non gli potevo garantire un futuro”: altra megagalattica cazzata.

Nessuno può garantire un futuro a nessuno: la storia è piena di persone che sono nate in condizioni a dir poco disagiate, spesso drammatiche, e hanno avuto una vita piena e soddisfacente, e di figli di papà che hanno fatto una brutta fine, spesso per scelta (magari su uno yacht, vuoi mettere?). Questa non è un’opinione, è la vita.

Sul blog di sterob tuonano voci di “condanna alla condanna”: come vi permettete di condannare? Voi non sapete! Eh no, cari: VOI NON SAPETE. E vi dà fastidio se uno vi mette davanti alla cruda realtà dei fatti, e vi fa toccare con mano parte di quello che avete fatto. Una parte, perché tutto non lo potremo valutare mai. Non sapremo mai chi sarebbe stato quell’individuo a cui è stata negata la vita, e come avrebbe interagito con noi e col nostro mondo.

C’è una specie di “test” di cui mi parlava un amico che suonava più o meno così: se ti dicessero che puoi avere tutto, assolutamente tutto quello che desideri, e quindi salute, ricchezza, carriera, fama, eterna giovinezza etc. etc., a una sola condizione, di premere un pulsante, e con questo una persona nel mondo, una qualsiasi che non potrai sapere a priori, morirà. Potrebbe essere un illustre sconosciuto, un assassino, ma anche un benefattore, un bambino, tua madre, la persona che ami… Lo faresti? Lo fareste?

Questo è quello che si fa quando si abortisce, si elimina nel mondo una persona a caso (beh, in questo si sa che è tuo figlio… ), e poi si prosegue la propria strada convinti di aver acquistato il biglietto per la libertà e la felicità: non è così.

Una donna, sana, libera, adulta e lavoratrice, convivente con il padre del bambino che attendeva, quando si rese conto di essere incinta decise di abortire. Questo succedeva tanti tanti anni fa, quando in Italia l’aborto non era legale, e quando forse non esistevano ancora le ecografie. Comunque, anche se la 194 ci fosse già stata, non ne avrebbe potuto usufruire, perché i tempi erano scaduti da un pezzo. Andò all’estero, dove dichiarò di essere al terzo mese di gravidanza, mentre invece era al quinto.

Mi riferiscono che il medico, quando vide il bambino, diede di matto urlando “Che cosa mi ha fatto fare?!?! Lei non è al terzo mese, questo è un bambino!!!” (secondo me lo era anche prima, ma andiamo oltre). La signora, con un sorriso disarmante e idiota, si rivolse al medico e chiese “Era maschio o femmina?”, e il medico sibilando “Signora, non mi pare il caso!”.

Questa stessa donna, tanti anni dopo, farà abortire la propria figlia al quinto mese.

“Quando una donna abortisce muore una parte di sé”: guardate, io non sto condannando le povere ragazzine costrette dai genitori ad abortire “per il loro bene”, “per l’occhio della gente”, ragazze inermi, trascinate da eventi più grandi di loro di cui pagheranno il conto probabilmente vita natural durante. Forse queste un’altra possibilità non l’avevano sul serio, o almeno non una praticabile senza sfidare il mondo, e non tutti nascono eroi.

Io parlo di quelle adulte e incoscienti, che sanno perfettamente come si rimane incinta e come non ci si rimane, e se ne fregano alla grande.

Quelle che abortiscono perché in quel momento il marmocchio nuocerebbe alla loro carriera (di nullità).

Quelle che devono abortire perché non sanno bene di che colore sarà il bambino, e quindi non sono sicure di poterlo “caricare” proditoriamente al legittimo consorte.

Quelle che abortiscono perché non possono garantire al figlio gli abiti firmati ed altri gadget, senza i quali la vita non è degna di essere vissuta (guardate che c’è sul serio chi la pensa così!).

Quelle che abortiscono perché hanno giocato a fare le donne in attesa, ma poi quando il corpo comincia a deformarsi vanno in panico.

Quelle che abortiscono perché vogliono la libertà.

Poi, certo, non bisogna sottovalutare il fatto che nascere figli non amati è forse peggio che non nascere… ma il destino è comunque una cosa strana. Almeno per noi.

alla figura di Fleming e alla scoperta dell’azione della penicillina è legata una bellissima storia: pare che il padre di A.Fleming abbia salvato la vita ad un ragazzo, figlio di un lord inglese: questi, per ricambiare, fece studiare suo figlio Alexander, fino a permettergli di diventare il grande medico e batteriologo che fu: lo stesso ragazzo, salvato da Fleming padre, da adulto si ammalò di polmonite, e fu solo grazie alla scoperta della penicillina che poté nuovamente salvarsi; …se poi pensiamo che la persona in questione, salvata prima da Fleming padre e poi da Fleming figlio, era Winston Churchill…possiamo parlare di karma o di ‘butterfly effect’?

*** the butterfly effect… siamo tutti legati l’uno all’altro, non dovremmo dimenticarlo mai ***

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7 Responses to Ancora un aborto.

  1. Lady Ginevra ha detto:

    Caro Sterob, ho riletto l’articolo ed è come se fosse stata la prima volta, nonostante sia io ad averlo scritto.

    La foto che mi hanno chiesto di censurare era quella di un bambino abortito (come avrai dedotto dai commenti), grande quanto un quadratino di garza, ma un bambino completo, e non ti dico in che condizioni…

    Veramente non vengo spesso qua per questo motivo: una parte di me sanguina senza sosta per tutti quei bambini non nati.

    Ti abbraccio.

  2. Roberto ha detto:

    Appuntamento importantissimo per venerdì 28 novembre

    ABORTO
    e diritti dell’uomo
    a 30 anni dalla legalizzazione dell’aborto e a 60 dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo

    Saluto del Sindaco BENEDETTO NICOTRA

    Intervengono:

    GIUSEPPE GARRONE
    Presidente della Federazione Regionale dei Centri di Aiuto alla Vita
    del Piemonte e Valle d’Aosta

    MARIO PALMARO
    Docente di Filosofia del Diritto Università Europea di Roma
    Presidente Nazionale Comitato Verità e Vita

    MAURO GROSSO
    Viceparroco di Santena e Giornalista

    coordina:
    MARIA PAOLA TRIPOLI
    Ispettrice Didattica del Ministero della Pubblica Istruzione

    SANTENA (TO) ore 20,45
    28novembre2008
    Sala Visconti Venosta,
    P.zza Visconti Venosta

  3. Hayalel ha detto:

    Io vedo la vita di un uomo in quel piccolo essere che certa gente reputa un inutile mucchietto di cellule e mi sono stancato anche io solo informandomi.
    L’aborto è una cosa orribile e terribile; mi nausea sapere che c’è gente che uccide con la stessa serenità con cui compra un paio di scarpe.

    Vorrei segnalare una lettura:
    http://postaborto.blogspot.com/2008/11/cio-che-obama-finse-di-non-sentire.html

  4. rina ha detto:

    io ho abortito…perche’ ho avuto paura, sono stata abbandonata, ricattata psicologicamente,e non ce l’ho fatta…ho sbagliato…ho scelto la strada che pensavo mi aiutasse a togliere quell’angoscia, quella solitudine, quella frustrazione che mi portavo dentro… invece mi ha dato solo tanto dolore e rimorsi.
    Purtoppo un conto e’ ragionare da”lucidi”…un conto e’ ragionare con uno stato emotivo pieno d’angoscia e di paura….la disperazione ti porta a fare cose che razionalmente e a mente fredda non faresti.
    Ma per questo mio errore non mi voglio sentire una condannata a vita, perche’ comunque non rinuncio alla mia voglia di essere felice…perche’ se non sono riuscita a dare la vita una volta, non significa che non ci possa riuscire in fuuro.
    Questo non per compensare un buco o per consolarmi…ma perche’ credo che, come disse De Andre’, dal letame nascono i fiori..
    ..da un fatto drammatico puo’ nascere la voglia di affrontare e superare i propri limiti e i propri fantasmi…perche’nessuno e’ perfetto.

  5. tph ha detto:

    sicuramente un bel articolo, di effetto, scritto bene e con un linguaggio moderno. Ma secondo me una donna DEVE aver diritto di scegliere se far sviluppare o no il feto.

  6. marco ha detto:

    il tuo articolo, scusami se te lo dico, fa semplicemente ridere!Il tema dell’aborto non dovrebbe essere preso alla leggera come a quanto si legge fai tu. I paragoni fatti sono assolutamente sconclusionati e non inerenti all’argomento, in una parola STUPIDI. Dal modo di scrivere immagino che tu sia una persona adulta ma dal contenuto sei semplicemente immatura. Critichi conseguenze ultime di una decisione presa con molta sofferenza. La donna deve avere la libertà di decidere se mantenere un figlio avuto a causa di uno stupro, di un bambino handicappato o semplicemente non voluto! Come ogni persona che si ritiene matura la donna valuterà i pro e i contro e prenderà una decisione che in alcuni casi si rivelerà l’aborto decisione ultima e sicuramente più dolorosa. Giornali riviste soprattutto cattoliche offrono testimonianze completamente false di donne che hanno abortito per futili motivi e a meno che tu non abbia scritto un articolo simile ti chiedo di non crederci immediatamente ma valutare e documentarti! Una storia carina era che una donna sui 40 anni abortì per non ingrassare…che gran bufala. Io non so se credere ad un DIO ma sono sicuro che la chiesa è solo un istituzione di ignoranti legati al passato.Dei secoli fa aveva un utilità preveniva gli omicidi contribuiva all aumento della popolazione…diciamo che teneva a bada le persone che altrimenti avrebbero fatto una vita sregolata e che avrebbero portato al chaos.Pensaci la religione è sempre stata questo, e quando le divinità dell’antica grecia ad esempio persero di importanza e credibilità ecco la nascita del cristianesimo!

  7. marco ha detto:

    ora sto facendo proprio grosse risate! confesso di non aver letto tutto l’articolo perchè dopo un pò mi irritava però ho letto le tue storielle che sono anche più esageratamente false di quella che ho detto io!!!!ORA CAPISCO CHE SEI SOLO UNA STUPIDA CON LA QUALE PARLARE è SOLO PERDITA DI TEMPO

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