I SOGNI DI UN SEDICENNE: FINISCONO CONTRO UN MURO

settembre 21, 2007

Era l’1.20 di un sabato di settembre, una notte di inizio autunno, una notte che ha visto un albero perdere le sue foglie, sebbene fosse ancora verde. È stata una notte piena d’amarezza, di rabbia, di domande sui perché. In quella notte un giovane sedicenne di nome Emanuele *********, é stato raccolto da un angelo e portato via, in cielo. Era in macchina con un amico, Ema, così tutti lo chiamavano, sedeva di fianco al guidatore, tornava da una festa con gli amici, ma purtroppo a casa non é mai più arrivato, il suo cuore ha smesso di battere a 300 metri da quel letto che lo aspettava. La macchina si é schiantata contro un muro, e Ema é volato via, e con lui si é spento il suo sorriso, la sua gioia di vivere e di scherzare.

Nel giorno del suo funerale, é stata letta la lettera scritta dal vescovo della sua diocesi, una lettera molto toccante che ho deciso di proporvi:

CARISSIMO EMANUELE di monsignor Pier Giacomo

Carissimo Emanuele, trovandomi in visita pastorale a *********, ho voluto venire a piangere e pregare sul luogo di quell’infame incidente e portare ai tuoi genitori il conforto del Vescovo nella desolazione della tua perdita. Io non ti conoscevo, ma la tua mamma mi ha detto che eri un ragazzo solare. Allora capisco ancora meglio quanto possa essersi fatta fredda ed oscura la loro giornata per l’eclisse del loro sole. Ma ti chiedo. Posso dire loro che tu non ti sei oscurato e non sei scomparso nel nulla. Sei entrato nella luce e nel calore del grande sole che é, per chi crede, il mistero del nostro Dio. Gesù ci assicura che Dio é amore e non lascia perdere nessuno dei suoi figli. Lui ti ha raccolto dopo quello schianto; Lui ha trapiantato il tuo fiore nel giardino del suo Paradiso. Tu devi dare ai tuoi cari questa certezza che al di là del vuoto che lasci c’é un’altra dimensione nella quale ti muovi e vivi, dando pienezza e senso alla tua giovinezza, che é divenuta eterna in Dio. Svolgi questo prezioso compito di dare ai tuoi cari la luce della fede, che non toglie il dolore e la sofferenza che spacca il cuore, ma impedisce che diventi disperazione. Tu eri la loro speranza, tu devi colmarli della nuova speranza che é in te. Ed anche ai tuoi amici, a questi giovani distrutti dall’imprevedibile, avverso destino, devi portare un duplice dono: – innanzitutto di speranza nella fede che illumina e dà senso anche alle oscurità più profonde;- ma anche di attenzione, di riguardo, rispetto, responsabiltà per la vita, che é bella, ma che é tanto fragile. Per far comprendere ai tuoi compagni quanto si debba essere attenti, prudenti, vigili proprio nella esuberanza spensierata degli anni giovanili.

Che serve guadagnare tutto il mondo, se si perde l’anima, se si butta via la vita? Emanuele, assicurati che esiste la vita eterna che questa vita non é destinata a finire nel nulla, che Dio resta Amore anche e soprattutto nel dolore, che la Chiesa della terra é aiuto ed anticipazione della Chiesa del Cielo. Assicurali che noi in cammino nella Valle delle lacrime e tu già nella contemplazione del volto luminoso di Dio, tutti siamo uniti, restiamo solidali, comminiamo insieme e presenti, benché nell’invisibile realtà del Mistero di Dio, che é mistero della Vita, il Mistero del dolore, il mistero dell’Amore, che nessuna sciagura potrà mai spegnere. Con affetto il tuo vescovo.

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Troppi docenti fanno politica a scuola!

settembre 14, 2007

Quella che propongo di seguito é una lettera tratta da “il giornale del popolo” scritta da un docente che ha voluto per ovvie ragioni restare anonimo.

Caro docente..

Caro docente,
qualche giorno fa ho incontrato un ragazzo, un tuo allievo. Era rattristato perché durante le tue lezioni di lingua italiana tu hai continuato a parlare male di alcune questioni nelle quali questo ragazzo credeva e crede. Per un intero anno scolastico intero hai parlato male della Chiesa e del Papa. Hai definito la Chiesa “un’istituzione vecchia, ormai obsoleta; un peso per la società moderna”. L’hai presentata come un’organizzazione che durante il corso di venti secoli, “non ha portato a termine nulla di buono per l’umanità”. Però il ragazzo ogni domenica si reca a Messa e partecipa alla vita parrocchiale. Nelle tue lezioni hai spesso criticato il Vescovo e la sua missione. Però il ragazzo ha conosciuto il Vescovo incontrandolo in una visita pastorale, rimanendone entusiasta. Poi attaccavi il Giornale del Popolo, qualificandolo “inutile”. Però il ragazzo, quel giornale lo legge con i genitori, abbonati, ogni giorno. Caro docente mi preoccupa quanto scrivo. Sono un tuo collega e sono sicuro che sia superfluo ricordarti che sei occupato presso un impiego cantonale (pubblico): non potresti imporre le tue idee spesso aggressive e irrispettose. È facile essere tolleranti con chi si vuole. Caro docente casi simili sono molto presenti nella nostra scuola pubblica. Non sei solo.
Il ragazzo di aveva parlato di questo disagio verso la fine dell’anno. Il risultato è stato un “4” come nota di fine anno, sulla licenza di Scuola Media, nonostante la sua media nella materia fosse nettamente superiore. Hai voluto affondarlo completamente: con quella nota egli non ha raggiunto la media per iscriversi al Liceo. Però il ragazzo non si è vendicato, ha taciuto. In settembre inizierà un’altra scuola. La mia speranza è che possa vivere la sua fede e i suoi studi senza essere discriminato perché cattolico.
Caro docente, non è un racconto di fantascienza. Si tratta di una storia vera, con due protagonisti, un docente ed un allievo, ambientata in Ticino, durante l’anno scolastico 06/07.

Per informare i lettori, il Ticino é un cantone della Confederazione Svizzera, confinante a sud con l’Italia (Como), l’unica regione Svizzera dove si parli italiano. Le note in Svizzera vanno da un minimo di 1 a un massimo di 6, la sufficienza è fissata a 4. Per potere accedere al liceo bisogna avere certi requisiti tra i quali avere almeno il 4.5 in italiano. Il “Giornale del Popolo” è un piccolo giornale edito in Ticino appartenente alla curia di Lugano.

Sono sempre più i casi di docenti che nelle aule si travestono da politici che amano dare il proprio pensiero su temi importanti come la fede,l’aborto, la pena di morte, o che in vista delle elezioni amano tirare la volta al loro politico ideale; gli alunni invece diventano una assemblea, obbligata ad ascoltare.
Frequento ancora il liceo quindi vivo in prima persona certe situazioni e posso affermare che non solo alla scuola media accadono casi come quello espresso sopra ma anche nelle scuole superiori, trovo un’unica differenza il liceale dal mio punto di vista è meno influenzabile, rispetto a un ragazzo di scuola media. Il docente-politico più comune e sfacciato a imporre le proprie idee, è il docente socialista, anticlericale che sembra rispecchiare un po’ il docente della lettera allegata.
Chiedo a voi lettori di scriverci la vostra esperienza in tal senso, se anche in altre realtà al di fuori da quella Svizzera italiana ci sono politici-docenti che non si fermano di imporre le proprie idee neanche davanti a ragazzi che si confessano a disagio.



Guardate, si tratta di razzismo? dai la tua opinione

agosto 31, 2007

Nelle scorse settiamane, in Svizzera su molti panneloni pubblicitari appariva l’immagine che appare qua sotto, l’immagine fa parte di una campagna pubblicitaria per un iniziativa popolare che vuole l’espulsione degli stranieri che commettono reati in Svizzera proposta dall’ UDC, partito conservatore profilato a destra. Il seguente cartellone é stato giudicato razzista da alcuni esponenti politici svizzeri, che deplorano il fatto che una pecora bianca “espelli” dalla Svizzera la pecora nera.


Borse fabbricate con teli di camion, e cinture di sicurezza, il tutto made in Switzerland

agosto 31, 2007

È nata una nuova moda, ma questa volta non arriva direttamente dagli States, ma dalla Svizzera. L’ idea é partita da due giovani rossocrociati, che ritirano teli dei camion ormai vecchi e fabbricano freewaybags. Le borse sono fatte totalemente con materiale reciclato, teli di camion, cinture di sicurezza, camere d’aria. Le più vendute sono quelle da portare a tracolla, che sono la moda del momento nei licei svizzeri, fabbricate con teli di camion e cinture di sicurezza.

Queste borse oltre a essere molto colorate, e fabbricate con materiale inusuale, hanno un particolare d’eccezione, infatti tutte le borse sono diverse nel design, non esistono 2 borse identiche, ma ogni freewaybags é unica, il che comporta un prezzo d’aquisto relativamente alto, che si aggira tra i 120 e i 160 euro, a dipendenza dal modello. Sul sito ufficiale della fabbrica, che vi consiglio di visitare (http://www.freitag.ch/) potete aquistare le borse.


Troppi neri

agosto 30, 2007

Sabato 25 agosto si é giocata a Ginevera una partita amichevole tra la nazionale rossocrociata e la compagine di maggior spicco dei paesi bassi, l’Olanda, diretta da Marco van Basten. La partita é finita 2-1 in favore della nazionale svizzera. In campo per la compagine rossocrociata hanno giocato 2 giocatori di colore: Johann Djourou in forza all’Arsenal e Blaise Nkufo giocatore del Twente Enschede. Il giorno seguente domenica 26 agosto un settimanale svizzero di lingua italiana <<Il Mattino>> che appartiene al movimento <<Lega dei Ticinesi>>, movimento di destra, esordiva in prima pagina con un grosso titolone: <<Troppi neri: nazionale svizzera di calcio>>. Il settimanale poi proseguiva dicendo: <<A differenza dell’Olanda, dell’Inghilterra e della Francia, la Svizzera non ha una tradizione di colonie d’oltremare! Non è e non è mai stata una nazione imperialista! Inoltre, il nostro Paese non fa parte, fino a prova del contrario, del Continente africano!!! Quindi è perfettamente inutile che si continui a infarcire la Nazionale di giocatori di colore!>>

A queste parole immediata é stata la presa di posizione della comunità africana in Svizzera che si reputa offesa per il contenuto dell’articolo del settimanale. Subito si é aperto un dibattito politico al riguardo.

Si é parlato di razzismo, ma soprattutto mi sembra una forte mancanza di rispetto nei confronti dei due giocatori in questione che danno il massimo per onorare i colori rossocrociati!!! Ne andrei anzi fiero della presenza dei due giocatori tra le file della nazionale, perché a perer mio si tratta di integrazione riuscita!!!


Dove prevale il silenzio

agosto 29, 2007

Silenzio, lo chiami e scompare…