febbraio 4, 2010

Ciò che si fa contro il proprio sentire e contro la propria coscienza interiore per amore di altri, non è buono e prima o poi si paga caro.

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Ancora un aborto.

novembre 10, 2008

Tratto dal blog di Donnamadre, dove Lin4matore viene graditamente citato.

Era un po’ che non andavo sul blog di Sterob (Lin4matore) , ma ieri ci sono ricascata.

Era un po’ perché sono stanca, stanca di parlare di aborto e stanca di sentirne.

Sono stanca, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Perché darsi alibi è la cosa più facile del mondo.

Sono stanca perché è talmente palese cos’è l’aborto e cosa c’è dietro che parlarne ancora è un mero esercizio di oratoria fine a se stesso.

“Perbenista ipocrita”, “Moralista ipocrita”, “Schiavo della Chiesa”. Pare che persone con dei principi reali, in cui credono, e che testimoniano col proprio comportamento, anche quando questo ha un costo, non possano esistere.

Non si può essere perbene, solo perbenisti (ipocriti).

Non si può essere morali, ma solo moralisti (ipocriti).

Se facciamo passare il principio che la madre ha diritto di decidere per il proprio figlio, perché abbiamo processato la Franzoni? Il bambino rompeva i coglioni, in quel momento lei aveva mal di testa e non gli poteva dare retta (poi tanto, con calma, ne ha fatto un altro).

Gente che vive coi sensi di colpa, che dice di avere in seguito all’aborto problemi con uomini, cibo, avere incubi, assumere psicofarmaci “ma lo rifarebbe perché è giusto“; certo che è giusto, perfettamente in linea con tutte le altre tendenze autolesionistiche e distruttive: se una uccide se stessa, perché non dovrebbe pure uccidere un figlio, che è una parte di sé? E’ come se uno si suicidasse tentando di salvare un braccio, o il naso: non ha senso, se uno si suicida è giusto che il corpo muoia tutto insieme.

“Non gli potevo garantire un futuro”: altra megagalattica cazzata.

Nessuno può garantire un futuro a nessuno: la storia è piena di persone che sono nate in condizioni a dir poco disagiate, spesso drammatiche, e hanno avuto una vita piena e soddisfacente, e di figli di papà che hanno fatto una brutta fine, spesso per scelta (magari su uno yacht, vuoi mettere?). Questa non è un’opinione, è la vita.

Sul blog di sterob tuonano voci di “condanna alla condanna”: come vi permettete di condannare? Voi non sapete! Eh no, cari: VOI NON SAPETE. E vi dà fastidio se uno vi mette davanti alla cruda realtà dei fatti, e vi fa toccare con mano parte di quello che avete fatto. Una parte, perché tutto non lo potremo valutare mai. Non sapremo mai chi sarebbe stato quell’individuo a cui è stata negata la vita, e come avrebbe interagito con noi e col nostro mondo.

C’è una specie di “test” di cui mi parlava un amico che suonava più o meno così: se ti dicessero che puoi avere tutto, assolutamente tutto quello che desideri, e quindi salute, ricchezza, carriera, fama, eterna giovinezza etc. etc., a una sola condizione, di premere un pulsante, e con questo una persona nel mondo, una qualsiasi che non potrai sapere a priori, morirà. Potrebbe essere un illustre sconosciuto, un assassino, ma anche un benefattore, un bambino, tua madre, la persona che ami… Lo faresti? Lo fareste?

Questo è quello che si fa quando si abortisce, si elimina nel mondo una persona a caso (beh, in questo si sa che è tuo figlio… ), e poi si prosegue la propria strada convinti di aver acquistato il biglietto per la libertà e la felicità: non è così.

Una donna, sana, libera, adulta e lavoratrice, convivente con il padre del bambino che attendeva, quando si rese conto di essere incinta decise di abortire. Questo succedeva tanti tanti anni fa, quando in Italia l’aborto non era legale, e quando forse non esistevano ancora le ecografie. Comunque, anche se la 194 ci fosse già stata, non ne avrebbe potuto usufruire, perché i tempi erano scaduti da un pezzo. Andò all’estero, dove dichiarò di essere al terzo mese di gravidanza, mentre invece era al quinto.

Mi riferiscono che il medico, quando vide il bambino, diede di matto urlando “Che cosa mi ha fatto fare?!?! Lei non è al terzo mese, questo è un bambino!!!” (secondo me lo era anche prima, ma andiamo oltre). La signora, con un sorriso disarmante e idiota, si rivolse al medico e chiese “Era maschio o femmina?”, e il medico sibilando “Signora, non mi pare il caso!”.

Questa stessa donna, tanti anni dopo, farà abortire la propria figlia al quinto mese.

“Quando una donna abortisce muore una parte di sé”: guardate, io non sto condannando le povere ragazzine costrette dai genitori ad abortire “per il loro bene”, “per l’occhio della gente”, ragazze inermi, trascinate da eventi più grandi di loro di cui pagheranno il conto probabilmente vita natural durante. Forse queste un’altra possibilità non l’avevano sul serio, o almeno non una praticabile senza sfidare il mondo, e non tutti nascono eroi.

Io parlo di quelle adulte e incoscienti, che sanno perfettamente come si rimane incinta e come non ci si rimane, e se ne fregano alla grande.

Quelle che abortiscono perché in quel momento il marmocchio nuocerebbe alla loro carriera (di nullità).

Quelle che devono abortire perché non sanno bene di che colore sarà il bambino, e quindi non sono sicure di poterlo “caricare” proditoriamente al legittimo consorte.

Quelle che abortiscono perché non possono garantire al figlio gli abiti firmati ed altri gadget, senza i quali la vita non è degna di essere vissuta (guardate che c’è sul serio chi la pensa così!).

Quelle che abortiscono perché hanno giocato a fare le donne in attesa, ma poi quando il corpo comincia a deformarsi vanno in panico.

Quelle che abortiscono perché vogliono la libertà.

Poi, certo, non bisogna sottovalutare il fatto che nascere figli non amati è forse peggio che non nascere… ma il destino è comunque una cosa strana. Almeno per noi.

alla figura di Fleming e alla scoperta dell’azione della penicillina è legata una bellissima storia: pare che il padre di A.Fleming abbia salvato la vita ad un ragazzo, figlio di un lord inglese: questi, per ricambiare, fece studiare suo figlio Alexander, fino a permettergli di diventare il grande medico e batteriologo che fu: lo stesso ragazzo, salvato da Fleming padre, da adulto si ammalò di polmonite, e fu solo grazie alla scoperta della penicillina che poté nuovamente salvarsi; …se poi pensiamo che la persona in questione, salvata prima da Fleming padre e poi da Fleming figlio, era Winston Churchill…possiamo parlare di karma o di ‘butterfly effect’?

*** the butterfly effect… siamo tutti legati l’uno all’altro, non dovremmo dimenticarlo mai ***


Messaggio di tenerezza

novembre 10, 2008

Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
e sullo scherma della notte proiettati tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni giorno
apparivano delle orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti, finchè tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi sono fermato, ho guardato indietro,
notando che in certi posti
c’era solo un’orma.
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita:
i giorni di maggior angustia,
di maggior paura e di maggior dolore.
Ho domandato allora:
“Signore, tu mi avevi detto che saresti stato con me tutti i giorni
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato proprio nei momenti peggiori della mia vita?”.
Ed il Signore mi ha risposto:
“Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la camminata,
e che non ti avrei lasciato solo,
neppure per un attimo,
e non ti ho lasciato.
I giorni in cui tu hai visto solo un’orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio!”.
(Anonimo Brasiliano)
orme
per te. Lui. una Via. l’ha tracciata.


666- quando tutto sembra caso…

settembre 11, 2008

666

E poi dicono che non è vero che Torino faccia parte del «triangolo magico», che non sia una città «esoterica».

Quando il papa Giovanni Paolo II, a suo tempo, la visitò, gridò a braccio: «Torino, convertiti!». E fu subissato di contumelie. Come si permetteva? Il fatto è che, pare, quel papa «mistico» aveva avvertito come qualcosa di maligno nell’aria.

Torino, tuttavia, vanta un’altissima percentuale di Santi. Dunque, non ci sarebbe nulla di strano, in una prospettiva cattolica, se i diavoli l’avessero in particolare uggia. Ora, apprendo che in data 10 settembre 2008 il consiglio comunale ha approvato la costruzione del grattacielo Intesa-San Paolo, che i committenti volevano alto m. 190. Ma il consiglio ha preteso che l’altezza fosse ridotta a m. 166,66. Per non risultare più alto della Mole Antonelliana, ha spiegato il sindaco.

Certo, è singolare la precisione di quel numero: 166, 66. Voi mi direte che sto facendo il fissato e che il «Numero della Bestia» nell’Apocalisse ha un «6» in meno. E avreste ragione. Che ci volete fare?

La cosa mi diverte. Mi ricordo, infatti, che il medesimo sindaco vinse su Buttiglione nelle elezioni del maggio 2006 con la seguente percentuale: 66,6%. Via, ridiamoci su…

tratto da antidoti. Rino Cammilleri.


Ad Akita, la Vergine piange sui peccati del mondo

settembre 7, 2008

A partire dal 6 luglio 1973, suor Agnese Sasagawa ha ricevuto ad Akita (Giappone) dei messaggi Celesti che le chiedevano preghiere per la riparazione dei peccati del mondo:

“Il mondo attuale bestemmia i Tre Santi Cuori di  Nostro Signore, con le sue ingratitudini e le sue ingiurie. La bestemmia contro Maria la ritiene la più profonda e dolorosa”

« Prega molto per il Papa, i Vescovi e i preti » – « Molti uomini in questo mondo affliggono il Signore. Io desidero che delle anime preghino per consolarLo…” – “Se gli uomini non si pentono e non migliorano, una terribile disgrazia si abbatterà sulla umanità intera”.

In seguito, tra il 4 gennaio 1975 e il 15 settembre 1981, la statua della Vergine, che si trovava nel Convento, si mise a piangere. Il fenomeno si riprodusse 101 volte, in presenza di numerosi testimoni e Mons. Ito, vescovo di Niigata, vide in questo segnale il marchio di autenticità delle apparizioni che egli riconobbe finalmente ufficialmente il 22 aprile 1984.

La statua della Vergine proveniva da Medjugorje.

(tratto da http://controlamenzogna.splinder.com/)


È IN TE…non buttarlo.

maggio 12, 2008

Risalirò col suo peso sul petto

come una carpa il fiume

mi spalmerò sulla faccia il rossetto

per farlo ridere

per lui poi comprerò sacchetti di pop-corn

potrà spargerli in macchina

per lui non fumerò a quattro zampe andrò

e lo aiuterò a crescere.

Lui vive in te

si muove in te

con mani cucciole

è in te

respira in te gioca e non sa

che tu vuoi buttarlo via.

Gli taglierò una pistola di legno

gli insegnerò a parlare

la sera poi con noi due farà il bagno

e vi insaponerò

Per lui mi cambierò, la notte ci sarò

perchè non resti solo mai

per lui lavorerò, la moto venderò e lo proteggerò aiutami.

Lui vive in te

Lui vive in te

o sta provandoci

è in te, si scalda in te

dorme o chissa’, lui sta gia’ ascoltandoci.

Lui si accuccerà

dai tuoi seni berrà

con i pugni vicini

tra noi dormirà un po’ scalcerà

saremo i cuscini noi due.

Con gli occhi chiusi lui

la vita afferra già

il figlio che non vuoi

è già con noi.

Lui vive in te

si culla in te

con i tuoi battiti

è in te

lui nuota in te

gioca chissà… è lui il figlio che non vuoi.


One way Jesus..

aprile 6, 2008

Consegnandomi un foglietto con scritto il titolo della canzone, un frate francescano mi disse: ascoltala, questa é buona musica…!