Sospensione per il ribelle don Sante

ottobre 27, 2007

PADOVA: a prevalere é il buon senso…

Don Sante Sguotti, l’ex parroco di Monterosso (Padova) al centro delle cronache per aver dichiarato di essere innamorato di una donna madre di un bimbo, è stato sospeso a divinis con un provvedimento firmato dal vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo. Lo ha reso noto la stessa Diocesi di Padova. Il provvedimento di sospensione a divinis, “ossia non può più assolvere alle funzioni attinenti al ministero sacerdotale né ricevere ed esercitare incarichi riservati ai chierici”, è stato firmato giovedì da mons. Mattiazzo e poi notificato a don Sante. Il decreto ha effetto immediato dal momento della notifica al sacerdote ed è a tempo indeterminato.

“ADESSO ASPETTO LA SCOMUNICA”

“Adesso aspetto di ricevere la scomunica, questi aspetti della sospensione sono solo atti burocratici”, commenta Don Sante Sguotti, per nulla sorpreso della sospensione. “Era cosa che mi aspettavo ancor prima – dice all’ANSA – e adesso tutto continua come prima. Era prevista e non penso di fare ricorso perché è una perdita di tempo. Nella mia vita non cambia nulla. Io resto sacerdote”.

Don Sante aggiunge che deciderà lui se e quando fare altre dichiarazioni relative al suo innamoramento per una donna, mentre è deciso per quanto riguarda la questione, di fatto mai chiarita, su una sua presunta paternità: “Sto sempre aspettando le prove rispetto a chi sostiene che io sono padre di un bambino”. L’ex parroco muove quindi critiche alla Diocesi di Padova che nei suoi confronti si sarebbe basata solo su quanto hanno riportato in questi mesi i giornali: “non ho più avuto incontri con il vescovo – dice – perché voleva solo che mi dimettessi. Le sue prove si basano su quello che scrivono i giornali e sulle voci di paese. Di cosa parliamo? In nessun testo viene fatto il nome e cognome della mia presunta fidanzata o del bimbo. Mi danno condanne su condanne ma ci si basa sui giornali”.

Don Sante non nega comunque di aver più volte dichiarato di essere innamorato “ma nessuno ha dimostrato che io abbia rapporti con questa donna, che poi non si sa chi sia, né che io abbia avuto un figlio” Riguardo alla sua permanenza a Monterosso, don Sante rileva che se ne andrà entro il 31 dicembre prossimo: “avevo detto che me ne sarei andato quando sarebbero state raccolte 40 firme in tal senso tra i parrocchiani. A ottobre sono state raccolte e entro la fine di dicembre andrò via”. “Nel vicentino, a Lovertino, – dice – vado solo a dormire in una casa di fatto diroccata: Mi cercherò un’ufficio vicino ad Abano”. A metà novembre proprio ad Abano dovrebbe svolgersi un convegno da lui promosso sulla riammissione dei divorziati risposati “nella comunione della chiesa. E’ questa – conclude – la mia battaglia e continua”.

Il decreto, che segue quello di rimozione da parroco della parrocchia di Monterosso , l’ 8 ottobre, e quello di avvio di un processo penale e amministrativo sulla base di alcuni articoli del Codice di diritto Canonico, il 17 ottobre, “é stato firmato dal vescovo Mattiazzo, dopo la discussione – insieme a due sacerdoti assessori – delle prove e degli argomenti e dopo aver esaminato ogni elemento in merito alla situazione del sacerdote interessato, così come previsto dalla disciplina canonica (can. 1720, 2°)”.

“Il presbitero diocesano Sante Sguotti – stabilisce testualmente il decreto -, è sospeso dall’esercizio della potestà di ordine e di governo. Nello specifico, ciò comprende tutti gli atti della potestà di ordine (can. 1333 1,1°), fermo restando quanto stabilito dal can. 976, e tutti gli atti della potestà di governo (1333 1,2°). Tali provvedimenti penali hanno effetto dal giorno in cui il Decreto risulta intimato. La sospensione viene inflitta a tempo indeterminato, fino a che il sacerdote non dimostra di ravvedersi”.

(testo e immagine: http://www.ansa.it)

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Don Sante Sguotti lascerà la parrocchia

settembre 8, 2007

Il 31.08.07 pubblicavo un post con allegato un articolo tratto da <Repubblica> (https://lin4matore.wordpress.com/2007/08/31/sono-un-prete-innamorato-ma-non-lascio-la-mia-parrocchia/) che spiegava cosa stesse succedendo ad Abano Terme, paese in provincia di Padova. Ad alcuni giorni di distanza molte cose sono accadute, la più importante é sicuramente la presa di posizione della curia vescovile che ha deciso la rimozione del parroco. Per fare il punto della situazione vi propongo un articolo tratto da Ansa del 7.09.07:

Parrocco “ribelle”: avviata la rimozione.

PADOVA – Sembra essere alle battute finali il braccio di ferro tra Don Sante Sguotti, il parroco di Monterosso (Padova) che ha confessato di avere una donna ed è al centro di voci circa una presunta paternità e la Curia vescovile. Il vescovo di Padova. mons. Antonio Mattiazzo, ha infatti avviato il procedimento di rimozione del parroco, dopo aver consultato due parroci “consiglieri”, come previsto dal Codice di diritto canonico.

“Visto il risalto mediatico che la vicenda continua ad avere – rileva una nota della Diocesi che rende noto l’avvio del procedimento – si rende ora necessaria questa comunicazione pubblica, di cui l’interessato è stato preventivamente avvisato”. Don Squotti aveva ricevuto la comunicazione dell’inizio della pratica per la sua rimozione da parroco mercoledì 5 settembre scorso.

“Prendo atto dell’avvio del procedimento di rimozione – ha detto oggi il sacerdote -. Me lo aspettavo. Fra qualche giorno lascerò la parrocchia, per andare in ritiro. Poi deciderò cosa fare, non so neanch’io esattamente che cosa”. “Ho 15 giorni di tempo – spiega – poi scaduti i termini dovrò lasciare la parrocchia. Cosa potrebbero fare per impedirmi di rientrare non lo immagino; non ho mai vissuto una situazione del genere”.

Il parroco ‘ribelle’ conferma comunque di non essere intenzionato a sciogliere i voti. “Io voglio rimanere un sacerdote” afferma. In ogni caso, Don Squotti non crede che vi sia spazio per una ricucitura con la Curia. “Non c’é mai stato margine – osserva – la rimozione la considero un atto scontato. Anche andassi a parlare con il vescovo Mattiazzo non cambierebbe nulla. Continuerebbero a chiedermi le dimissioni, e la cosa ripartirebbe da capo”. Ieri, il sacerdote aveva ribadito le sue accuse alla persone che ritiene all’origine della sua vicenda, lo psicoterapeuta non vedente Armando Villani.

“Mi stanno tirando per i capelli perché li porti in tribunale – aveva detto – ma resisto imperterrito. Voglio impiegare meglio il mio tempo che trascorrerlo nelle udienze”. Nei giorni scorsi, la “don Sante-story” si era arricchita di nuovi particolari apparsi sulla stampa locale, con un’altra donna che sosterrebbe di aver ricevuto le avance del sacerdote. Si tratterebbe, secondo don Squotti, di illazioni riferite dallo stesso Villani con notizie ricavate dalle cartelle cliniche di sue pazienti. Tutto questo sarebbe avvenuto a causa di una controversia con Villani sull’acquisto di un terreno della parrocchia.