L’appello di un uomo che ama la vita: Salvatore Crisafulli

ottobre 28, 2007

STORIA DI SALVATORE CRISAFULLI

“Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita cerco anch’io di dare un piccolo contributo al dibattito sull’eutanasia.
Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere.”

“Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato.”

“Amo e desidero realmente la mia vita.”

“Forse uno sguardo vale più di mille suoni, mille sillabe.

La mia grande forza il mio immenso coraggio, con l’amore dei miei cari, sono la melodia di una musica senza Fine.

Mi sento molto strano, vivere in queste condizioni ma ho appena 41 anni, voglio vivere, voglio guardare avanti, voglio rivedere il sorriso sul viso di mia madre, voglio vedere i miei 4 figli crescere.

Voglio dimostrare al mondo intero il vero significato del valore alla vita”

FRAMMENTI DI TESTO TRATTI DAL BLOG PERSONALE DI SALVATORE: http://salvatorecrisafulli.blog.kataweb.it/


Salvatore Crisafulli, la forza di un uomo che ha detto NO all’eutanasia

ottobre 10, 2007

Salvatore Crisafulli, un uomo che ha detto no all’eutanasia, che ha detto si alla vita, seppure piena di sofferenza. Salvatore Crisafulli, un uomo costretto a vivere la sua vita su una carrozzella, a scrivere sul computer con gli occhi, ma che non dice basta, perché ogni giorno per lui é un dono, una gioia vissuta nella sofferenza.

La Tv polacca gli ha dedicato un video, che contiene immagini toccanti. Vi propongo la visione:

VIDEO SALVATORE CRISAFULLI


Crudele dolcissimo amore…

ottobre 4, 2007

Tratto da “Crudele dolcissimo amore” di Chiara M.:

Chiara vive a Trento dove ha lavorato per diversi anni come infermiera professionale presso l’ospedale cittadino.

1977:

L’ambulanza sfreccia sull’autostrada mentre le luci dei lampioni come in una dissolvenza sostituiscono man mano l’incupirsi del corto giorno autunnale. Sdraiata sulla barella, sono scossa continuamente da una parte all’altra per l’alta velocità. Accanto a me c’é mia mamma con il volto preoccupato. Sto male e questo viaggio non contribuisce di certo ad alleviare le mie sofferenze.
Guardo sul vetro opaco del finestrino il riflesso della luce azzurra intermittente mentre ripenso a quel pomeriggio in dieci giorni prima…
Quasi terminato il turno di servizio nel mio reparto avevo dovuto farmi iniettare un farmaco per continuare la cura temporanea che fino allora non mi aveva creato problemi. Ma qualcosa andò storto. Il tempo di finire l’endovena e mi sento sconquassare da una valanga di effetti violenti e non comprensibili. Resto sempre cosciente ma vista la gravità immediata della situazione il medico decide di trattenermi in corsia ricoverandomi d’urgenza nel mio stesso reparto…

8 ottobre 1990:

Soli.
Ancora una volta
Inesorabilmente
io e Te.
Su quel muro Tu
Su quel letto bianco io.
Ma chi sei? Ma chi sono? (Chiara M.)

1 gennaio 1998:

Indossare il tuo dolore
annullare il mio
dare voce al buio
a questa lacerante solitudine.
Dammi la mano
entra nel mio cuore
e riposa.
La Luce dolcemente
asciugherà le tue lacrime
e finalmente
sarà PACE. (Chiara M.)

Alla fine dell’atroce sofferenza:

Libera
senza più catene
senza più confini.
Libera
di piangere
di ridere
di vivere
di volare.
Libera
di immergermi
in abissi di dolore senza fine
per poi risalire
vette incredibili
di amore. (Chiara M.)

Da una lettera a Chiara dello specialista che l’ha seguita dagli inizi della malattia:

Carissima Chiara,
(…) Non so se fede e volontà possano effettivamente modificare l’attività del sistema immunitario tanto da alterare l’evoluzione naturale di malattie come la XXX, posso comunque testimoniare che l’evoluzione della tua malattia é stata fortemente condizionata dal tuo modo di affrontarla.

Ogni parola diventa supreflua davanti a una simile testimonianza, vi consiglio la lettura, é un libro di una profondità infinita, incalcolabile, che non vi lascerà indifferenti….


Salvatore Crisafulli: LA VITA CONTA!

ottobre 3, 2007

Due sole parole, non servono commenti semplicemente leggete il post scritto da quest uomo, Salvatore Crisafulli, la sua storia, il coma, il dire no all’eutanasia, l’amare la vita!

UN POST PIENO DI EMOZIONI, CLICCATE QUI: blog di Salvatore Crisafulli


Sucidio, morte dignitosa: video

ottobre 2, 2007

Ecco cosa significa morte dignitosa per Exit, associazione italiana per il diritto a una morte dignitosa.

C’é una frase nel video che particolarmente mi colpisce: “morire tra atroci sofferenze é perdere la tua dignità” , ma la vera mancanza di dignità é dire basta davanti agli ostacoli, alle sofferenze. La vita é una montagna da scalare, ogni giorno ha le sue fatiche, ha il suo brutto e il suo bello, ma che dignità si ha a dire basta davanti a 2 giorni di buio?

Lo torno a ribadire, la vita é un dono, noi non abbiamo fatto nulla per venire al mondo, non abbiamo potuto decidere se nascere ricchi o poveri, al nord o al sud, siamo stati spediti sulla terra come pacchi, e ogni pacco ha la sua missione: AMARE E VIVERE LA VITA FINO IN FONDO; SEMPRE E IN OGNI CASO, DAVANTI ALLE DIFFICOLTÀ E ALLE GIOIE!


IL SUICIDIO È UNA MORTE DIGNITOSA?

ottobre 1, 2007

Stavo cercando informazioni per un post che pubblicherò nei prossimi giorni (Exit società svizzera che pratica il suicidio assisitito) quando per caso sono finito su questo sito: http://www.exit-italia.it/ (fatto a mio parere malissimo) e ho trovato quanto segue:

“EXIT ITALIA
Associazione Italiana per il diritto ad una Morte Dignitosa”

Mi chiedo, come si fa a chiamare morte dignitosa il suicidio? La vera morte dignitosa é combattere fino in fondo, fino all’ultimo respiro, non arrendersi davanti alle malattie. Suicidarsi significa essere deboli, incapaci di affrontare la vita nelle prove più difficili, suicidarsi significa non amarsi, non amare la vita, quel bellissimo dono che ci é stato donato e proprio perché ci é stato donato dobbiamo amarlo fino in fondo, ringraziare ogni giorno.

Suicidarsi, dire basta non é una morte dignitosa, semmai é mancanza di DIGNITÀ!

Voglio portare la testimonianza di una persona che conosco personalemente. Questa persona é anziana, ha 86 anni, é malata di cancro al pancreas con metastasi in tutto il corpo. È in fase terminale, é consapevole che la fiamma della sua vita fra poco si spegnerà, ma lui continua a lottare ogni giorno, perché ogni giorno anche se vissuto nella sofferenza é una gioia, ogni giorno é un dono. Questa persona ha fede e seppur nella malattia, si reputa un uomo fortunatissimo, perché ha la possibilità di prepararsi nel migliore dei modi all’incontro per eccellenza, l’incontro dell’eternità.